Moruba
Tipo di gioco: Mancala a quattro file (due giocatori o squadre) senza magazzini, di norma 12 buche per fila; semina a staffetta continua; cattura di colonna kulala con arrivo nella fila interna su buca vuota (tlaba e tlola), con due catture libere di buche nemiche.
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Panoramica
Moruba (scritto anche Maruba) è la mancala tradizionale a quattro file dei Sotho del Nord (pedi o bapedi), originaria delle province settentrionali e orientali del Limpopo e del Mpumalanga in Sudafrica (storicamente il Transvaal) e diffusa in tutta l'Africa meridionale dai minatori migranti verso il Witwatersrand (Gauteng). Studiato scientificamente per la prima volta nel 1917 dall'etnografo britannico P. A. Wagner, Moruba è strettamente imparentato con le tradizioni mancaliche dell'Africa sud-orientale come il tchouba del Mozambico e il Njombwa. Storicamente giocato nel pomeriggio all'ombra da uomini che discutevano di diplomazia pastorale, guerra e affari tribali, il gioco impiega un linguaggio profondamente evocativo del combattimento e della ricchezza pastorale. Negli ultimi decenni Moruba ha conosciuto un dinamico rinascimento culturale come disciplina mentale indigena ufficialmente riconosciuta, sostenuto dalla South African Sports Commission, da Mindsports South Africa (MMSA) e dai programmi scolastici del Limpopo.
Tabellone
- File/ranghi: Quattro
- Buche per fila: Più spesso 12 (48 buche in totale), sebbene le disposizioni varino da 4 a 36 buche per fila secondo il numero di giocatori e il formato a squadre. Le buche (mekoti) sono tradizionalmente scavate nella terra o intagliate in tabelloni di legno.
- Magazzini: Nessuno.
- Pedine iniziali: Due pedine per buca (96 pietre in totale sul tabellone standard 4×12). Le pedine sono più spesso ciottoli lisci di fiume o noccioli di frutti di marula secchi, chiamati mathlapa («bestiame») o tinkhomo («mucche»).
- Territorio: Ogni giocatore o squadra comanda in esclusiva le due file sul proprio lato del tabellone.
Come si gioca
- La partita si disputa fra due persone o due squadre rivali fino a un massimo di sei partecipanti; ciascuna fazione gioca esclusivamente all'interno delle proprie due file.
- Al proprio turno, un giocatore solleva tutte le pedine da qualsiasi buca amica che contenga almeno due pietre e le distribuisce una alla una in senso antiorario, verso le buche consecutive attorno al suo circuito di due file.
- Se l'ultima pietra cade in una buca occupata, tutto il suo contenuto viene raccolto e seminato più avanti in un giro di staffetta aggiuntivo nello stesso senso.
- La mossa di semina termina (kulala, letteralmente «dormire») quando l'ultima pietra si posa in una buca vuota.
- Movimento di pedine isolate: un giocatore che possiede soltanto pedine isolate ha il diritto di spostarle, ma soltanto verso una buca vuota immediatamente adiacente.
Cattura
- Se l'ultima pietra di un giro cade in una buca vuota della fila interna del giocatore, e la buca opposta nella fila interna dell'avversario contiene pietre, si innesca una cattura in più fasi:
- Le pietre interne dell'avversario vengono «uccise» (tlaba, o «impalate»).
- Le pietre della buca esterna avversaria situate nella stessa identica colonna vengono «catturate» (tlola).
- Tutte le pietre uccise e catturate vengono rimosse definitivamente dal tabellone.
- Cattura bonus secondaria: grazie all'attacco riuscito, il giocatore può scegliere liberamente e svuotare l'intero contenuto di due altre buche nemiche qualsiasi del territorio avversario.
Fine della partita e vittoria
- La partita si conclude quando il territorio di un giocatore è spogliato di tutte le sue pietre; il giocatore che possiede ancora pietre viene dichiarato vincitore.
- Se una posizione esatta del tabellone si ripete senza catture intermedie, la partita è dichiarata pari.
Note
- Eredità marziale e pastorale: il linguaggio e le metafore riflettono l'ethos del guerriero pastorale: le pedine sono chiamate mathlapa («bestiame») o tinkhomo («mucche»), l'uccisione di una colonna interna avversaria è tlaba («impalare / colpire»), e lo spazzamento della buca esterna è tlola («catturare»).
- Rinascimento moderno: il rinnovato interesse per Moruba dal 2003 si inserisce in un movimento culturale più ampio volto a preservare il patrimonio africano tradizionale, celebrato durante il Festival Nazionale dei Giochi Indigeni che si tiene ogni anno a Polokwane e Tzaneen accanto a passatempi fratelli come Morabaraba e Diketo.
- Sasekani, Bolobedu, Phalaborwa, Letaba e Selwane restano le sedi principali del gioco competitivo di club.
- Sebbene tradizionalmente riservato agli uomini adulti per via delle associazioni belliche storiche, il gioco contemporaneo è apprezzato da tutte le generazioni e da entrambi i generi.
Source: Mancala World – Moruba